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Gruppo Bandistico di Villamagna

Fu fondato da Lelio Battaglini nel 1909 ed era composto da 30/50 elementi, alla cui direzione furono chiamati il Maestro Carlo Scoppetta di Bucchianico ed il Maestro Vincenzo Masciulli di Villamagna (27-04-1898 / 30-11-1988).

Quest’ultimo diresse la Grande Banda "Maiella" di Villamagna, insieme ad altri componenti: Giuseppe Paciocco (capobanda), Mauro Fragale, Vincenzo Paciocco, Natalino Berardi, Elio Masciulli, Giuseppe Calibeo, Nicola Del Villano, Pasquale Battaglini, Giuseppe Desiderio, Sistino Paciocco, Camillo D’Angelo, Mauro Ciufici, Tonino De Cerchio, Giulio Masciulli, Antonio D’Urbano. Al gruppo era ammessa una scuola per allievi musicisti, diretta dal maestro di clarinetto Michele Cicchini.

L'Abruzzo e in modo particolare la provincia di Chieti, vanta una tradizione musicale centenaria e in proposito viene qui illustrata una breve storia del “Gruppo Bandistico Città di Villamagna” che ha rappresentato, nella prima metà del secolo scorso, una brillante stella nel firmamento delle bande musicali della regione.

La fondazione del gruppo risale al 1909 per opera di Don Lelio Battaglini, personaggio illustre nella Villamagna dell'epoca che, attraverso un comitato costituito da alcuni membri, mediante l'apporto in denaro, diede vita non soltanto alla Banda ma anche ad una scuola di musica per allievi.

Questi ultimi erano di solito ragazzi intorno ai dieci anni, volenterosi di seguire quest'arte sotto la guida del Maestro Michele Cicchini (più precisamente Maestro di clarinetto) e così da poter entrare a far parte anche loro nella Banda.

Ma, come si può intuire, malgrado le basi di questa associazione fossero buone, la Banda resterà costituita al massimo per qualche anno dopodiché ci si trovava di fronte a qualche periodo di riposo per la mancanza di richieste di esibizioni da cui si traevano i proventi per l'esistenza del Gruppo Bandistico.

Dopo il passaggio di queste turbolenze, quando il complesso si ricostituiva, esso non era formato dagli stessi elementi poiché assenti dal paese per ragioni di lavoro o altro, per cui si era costretti a chiamare musicisti provenienti dalle bande dei paesi limitrofi come Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Pretoro, Francavilla al Mare.

Con questi gemellaggi si arrivò, partendo da una base numerica di trenta persone, fino ad un numero di una cinquantina di elementi.

Tutto questo accadeva fino alla vigilia della Prima guerra mondiale quando la Banda cessò di nuovo, ma momentaneamente, la sua attività artistica.

Nel primo dopoguerra si ritornò al prestigio che il gruppo aveva goduto agli esordi, sotto la direzione del Maestro Carlo Scoppetta di Bucchianico fino all'epoca del fascismo.

In quei tempi la Banda si esibì pressoché in tutta la provincia di Chieti ottenendo dovunque un largo consenso.

Però nel 1927 ci fu un punto di svolta poiché la storia della Banda di Villamagna si fuse con quella della Banda di Chieti che si ricostituì, come riportato dall'opuscolo del programma della Banda Teatina, in quell'anno.

Questa assimilò oltre quindici musicisti dalla prima e, per fare un esempio, il Gruppo di Chieti contava in tutto circa cinquanta persone per cui si può affermare che oltre un quarto dei suoi elementi era di provenienza villamagnese.

Senza dubbio, le testimonianze di chi ha vissuto negli anni trenta raccontano che la Banda di Chieti era uno dei più prestigiosi della penisola.

Per quanto riguarda le tournée all'estero, queste furono condotte magistralmente dal Maestro Baffigo di origine sarda. In Europa la Banda raggiunse la Germania toccando le più grandi città come Bonn e Francoforte e vi rimase per circa due mesi. Intanto, il direttore fu sostituito dal Maestro Valente e nel frattempo ci si stava preparando per il tour negli Stati Uniti del 1934, previsto dai mesi estivi fino al dicembre dello stesso anno.

Le tappe furono New York, Chicago ed altre città ma, proprio mentre i componenti della Banda era in viaggio, il maestro Valente inaspettatamente morì e fu sostituito dal capogruppo.

Così sfumò quella piena tranquillità necessaria per far fronte ad un lavoro impegnativo, ma malgrado ciò, tutto si risolse nel migliore dei modi.

Oltre all'estero, ovviamente, la Banda di Chieti si fece conoscere in Italia percorrendola, come si dice, dalle Alpi alla Sicilia, richiesta per le esibizioni in feste civili e religiose e per un episodio particolare nel 1922 a Roma in cui vinse il primo premio al concorso indetto dal primo Convegno Bandistico Italiano, esibendosi con pezzi d'opera e sinfonica di vari autori.

Durante i numerosi viaggi, il Gruppo raggiunse anche Tripoli in Libia per farsi pubblicità durante l'epoca del colonialismo italiano.

Nella stessa Chieti, la Banda della città si esibiva accompagnando il corteo del Venerdì Santo, la più importante manifestazione religiosa, con il celebre Miserere di Selecchy, con una meticolosa preparazione di oltre un mese.

Gli esponenti villamagnesi come solisti figuravano: ai corni Giulio Di Labio, al trombone Ercole Liberati, il Maestro Aquilante di Palombaro, al trombone di canto, Vincenzo Masciulli alla tromba in Fa, al flicorno soprano Giuseppe Paciocco, mentre i clarinetti, le trombe e i bombardini, ossia flicorni baritoni erano suonati da altri elementi di Villamagna.

Dopo il periodo artistico chietino, nel 1951, e fino alla metà del decennio, la Banda Maiella si ricostituisce a Villamagna con 60 elementi presentando il Gran Concerto sotto la direzione del Maestro Vincenzo Masciulli che ottiene nel 1956, ad honorem, il conferimento dell'idoneità all'esercizio della professione di maestro direttore di banda, con decreto pubblicato sul bollettino Ufficiale n°50 – parte seconda.

Il repertorio era costruito nell'intento di riportare l'arte bandistica alle sue origini più pure. Ad esempio nel repertorio lirico del 1954 si citano: il Trovatore e il Rigoletto di Verdi, la Gioconda di Ponchielli, il Barbiere di Siviglia di Rossini, La Nave Rossa di Seppilli, Andrea Chénier di Giordano, la Bohème, la Tosca e la Turandot di Puccini. Nel repertorio sinfonico spiccano: i Vespri siciliani di Verdi, la Sinfonia incompiuta di Schubert, l'Amico Fritz di Mascagni, la II Rapsodia Ungherese di Listz, la Reverie di Schumann, Egmond di Beethoven, i 4 Tempi Scene Pittoresche di Massenet, Boris di Gounod, 1812 di Tschaikowsky, il Tannauser di Wagner, il Larghetto Minuetto di Mozart e il Concerto per Clarinetto di Cavallini.

Dopo un periodo di inattività, la direzione della Banda negli ultimi anni di vita fu affidata al Maestro Giuseppe Paciocco partendo dallo schema originale più alcune varianti fra le quali l'inserimento di interpreti d'opera provenienti dal circondario di Chieti.
(Tratto da NATALE, MASSIMO, Le radici del nostro passato, Grande Banda 'Maiella' Villamagna, in Va Pensiero, numero unico, aprile1988, pag.4).

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