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Affidamento etero familiare

di Francesco Rapino

In occasione della Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza a Francavilla è stato presentato il progetto di affido etero familiare “Famiglia al Quadrato”.

L’affidamento etero familiare consiste nell’affidamento a famiglia “altra” da quella di origine e/o parentale. Queste famiglie, coppie o persone singole si chiamano “affidatari”.

“Oggi parte una campagna informativa sull’affido famigliare – ha spiegato il vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali del Comune di Francavilla, Francesca Buttari – il progetto in realtà è già partito nei mesi precedenti in cui abbiamo costruito una proposta.

Oggi inizia la campagna di comunicazione esterna con la quale lanceremo un piccolo spot sulla rete proprio per informare tutti gli interessati su questa grande iniziativa sociale.

Sfidiamo tutta la collettività ad occuparsi insieme a noi dell’infanzia, quindi vogliamo superare quell’approccio volontaristico che per fortuna ha interessato tantissimi nuclei famigliari in questi anni, vogliamo allargare il numero di persone che insieme a noi si occupano dei minori che in maniera volontaria o perché frutto di un percorso giudiziario vengono allontanati dai loro nuclei famigliari.

Faremo tre campagne informative chiedendo la disponibilità ai supermercati di dare il pane con delle buste che avranno un tema pubblicitario o comunque di proposta dell’affido famigliare e faremo 4 convegni rivolti alle 4 fasce d’età dell’infanzia e dell’adolescenza che va dai 3 anni, all’età prescolare, alla preadolescenza e all’adolescenza.

Così chiuderemo questa proposta cercando di raccogliere attorno a noi tanti nuclei famigliari, ma anche single, sposati o conviventi che possano accettare nella propria vita di tutti i giorni dei bambini, dei ragazzi. Credo fortemente che questa sia un’esperienza arricchente soprattutto per chi riceve sapendo che dà una grande opportunità d’amore e di crescita a chi invece viene accolto.

Le esigenze sono tantissime, Francavilla solo ha una grossa spesa annua legata a minori che vengono messi in strutture, che sono 12-15 tra bambini e ragazzi allontanati dai nuclei famigliari a seguito di un provvedimento giudiziario, quindi il bisogno di famiglie o persone affidatarie è grandissimo prima di tutto per dare a loro un’opportunità di vita diversa da quella della struttura, pur essendoci ottime strutture sul territorio, ma ovviamente per crescere in un nucleo famigliare è cosa ben diversa. Obiettivo importante e sicuramente non secondario è quello di alleggerire le responsabilità degli Enti che oggi sono tanti, quindi una responsabilità della collettività in tutti i casi”.

Sono previsti 4 seminari sui 4 importanti temi dell’età evolutiva: la prima infanzia, la seconda infanzia, la preadolescenza e l’adolescenza corrispondenti alla scuola materna, scuola primaria, scuola media e le prime due classi della scuola superiore.

Il ciclo di incontri è da intendersi come un percorso formativo rivolto agli Adulti, utile a rappresentare come il bambino, se non viene adeguatamente sostenuto, amato e contenuto, rischia di strutturare l’impulsività passando progressivamente da una fase puramente verbale a quello che gli addetti ai lavori definiscono “passaggio all’atto” ossia ad una condotta deviante.

Sono state scelte le espressioni comunemente ascoltate dai bambini e dai ragazzi al fine di catturare l’attenzione dei genitori e degli educatori sulle più scottanti gestioni educative alle quali vengono quotidianamente sottoposti: “Io lo voglio!”. Il bambino dell’età 3-6 anni si afferma nel diritto, punta i piedi e persegue tenacemente il   proprio volere. Il principio del piacere sopra ogni cosa. “io mi annoio”.

Il bambino dell’età scolare si scontra, suo malgrado, con il principio di realtà e si annoia ogniqualvolta gli viene chiesto di eseguire doveri e impegni connessi alla crescita. “non mi si crea”. Il ragazzino inizia il processo di contestazione alle richieste del mondo esterno. “…e io lo faccio!”. L’adolescente si autorizza a trasgredire.

Programmazione. I seminari itineranti si svolgeranno nei mesi di gennaio e febbraio 2018 presso le Sale Consiliari di Francavilla al Mare, San Giovanni Teatino, Ripa-Torrevecchia, Miglianico, in collaborazione con le scuole, le Associazioni di volontariato e le realtà sportivo-ricreative del territorio interessato.

Può diventare affidatario: le famiglie con figli, le coppie, le persone singole. Le famiglie dei minori affidati sono quelle che hanno bisogno di essere aiutate e sostenute temporaneamente nelle proprie funzioni genitoriali a causa di problematiche economiche, materiali, di salute, giudiziarie, socio-culturali.

I bambini-ragazzi affidati sono quelli dalla nascita fino a 18 anni. Le tipologie di affido sono: consensuale, giudiziale, residenziale (tempo pieno), diurno (part-time). L’affidamento è proposto dal Servizio Sociale.

L’affidamento etero familiare è temporaneo in quanto legato alle esigenze del bambino e della sua famiglia. La sua durata è diversa per ogni bambino e di norma non dovrebbe superare i 2 anni ma può anche prolungarsi a seconda delle problematiche presenti nella famiglia del minore.

I principali compiti degli affidatari sono: accogliere il minore nella propria casa; provvedere alla sua cura, al suo mantenimento, alla sua educazione e istruzione assumendo le necessarie attenzioni affettive  e materiali; garantire  la massima riservatezza sulla storia del minore e della sua famiglia; curare e mantenere i rapporti con la famiglia d’origine agevolando la continuità degli affetti e il rientro nel proprio nucleo d’origine; partecipare agli incontri formazione e di verifica con gli operatori del Servizio Sociale

I benefici di Legge per affidatari sono: rimborso spese agli affidatari: la legge nazionale prevede che lo Stato, regioni ed Enti locali, dispongano (nell’ambito delle proprie competenze e nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio) misure di sostegno anche economiche, in favore della famiglia affidataria. Assegni familiari: in base alla normativa vigente (L.149/01 art 38, comma 1) il Giudice, anche in relazione alla durata dell’affidamento, può disporre che gli assegni familiari e le prestazioni previdenziali relative al minore siano erogati temporaneamente in favore dell’affidatario.

Detrazione d’imposta: la legge sancisce che sono applicabili agli affidatari le detrazioni d’imposta per carichi di famiglia, purché l’affido risulti a carico (art. 12 DPR n. 917/86) e ciò sia comprovato da un Provvedimento dell’Autorità Giudiziaria. Tutela delle lavoratrici e dei lavoratori affidatari: La legislazione per il sostegno alla maternità e alla paternità (D. Lgs n.151/2001 T.U. delle disposizioni legislative a tutela e sostegno della maternità/paternità, modificata dalla Legge n. 244/07 e la Legge 149/01) stabiliscono i diritti, le tutele e le opportunità di cui possono fruire i genitori affidatari, nelle forme di affidamento residenziale, in materia di congedo di maternità o di paternità, congedi parentali, per la malattia del figlio/a, per riposi giornalieri.

Congedo di maternità e paternità (T.U. art. 26) il diritto di astenersi dal lavoro nei primi 3 mesi dall’ingresso del bambino è previsto fino al sesto anno di vita del bambino. Congedo parentale ( T.U. art 36) cioè la facoltà di astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di 10 mesi (elevabile ad 11 se il padre affidatario esercita tale diritto per un periodo continuativo o frazionato non inferiore ai 3 mesi) è previsto: fino agli 8 anni di vita, alle medesime condizioni e con le stesse modalità previste per i genitori naturali; tra i 6 e i 12 anni, nei primi 3 anni d’ingresso del minore nel nucleo familiare, la circolare INPS n. 109/2000 riconosce che se all’atto dell’affido il bambino ha 12 anni, il diritto al congedo può essere esercitato dai genitori fino al 15° anno di età del ragazzo; fino a 6 anni, per lavoratrici autonome (art.67) e libere professioniste (art.72), nei primi 3 anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare e per la durata massima di 3 mesi.

Riposi giornalieri (art.45) alle lavoratrici affidatarie devono essere consentiti, durante il primo anno di vita del minore, due periodi di riposo giornalieri della durata di di un’ora ciascuno, ridotto ad uno se l’orario lavorativo è inferiore o pari alle 6 ore. Congedo per malattia del figlio (art.50) hanno diritto di astenersi dal lavoro presentando certificato di malattia: tra 0-6 anni, per tutta la durata di malattia del minore; tra 6-8 anni, nei limiti di 5 giorni lavorativi annui; tra 6-12 anni.

Al momento dell’ingresso nel nucleo, il diritto si può esercitare nei primi 3 anni, sempre nel limite dei 5 giorni lavorativi annui. Handicap grave (art.45), prolungamento dell’astensione facoltativa; 3 giorni permessi mensili retribuiti anche continuativi fino al terzo anno di età del bambino. Iscrizione anagrafica del minore: negli affidamenti di breve durata non viene effettuata alcuna variazione anagrafica.

Negli affidamenti a lungo termine è necessario tenere presente che l’iscrizione potrebbe avvenire previo accordo con i Servizi e con i genitori del minore, non decaduti dalla responsabilità genitoriale. Assistenza sanitaria: secondo la normativa vigente l’affidatario esercita i poteri connessi con la potestà parentale; mentre spettano ai genitori naturali o al tutore le scelte straordinarie che richiedono una autorizzazione scritta, ad esempio interventi chirurgici programmati, vaccinazioni …).

Se un minore viene affidato ad una famiglia residente nella stessa Asl rimane valido il tesserino sanitario; qualora l’affidamento avvenga in una famiglia residente in altra Asl, al minore verrà rilasciato (sulla base della presentazione da parte dell’affidatario/a alla propria Asl della documentazione attestante l’affidamento) un tesserino sanitario rinnovabile ogni sei mesi.

Assicurazione. L’Ente che predispone il progetto di affido dovrebbe garantire la copertura assicurativa responsabilità civile verso terzi alla famiglia affidataria che accoglie il minore in affido.

Scuola. Nell’affido, specie in quello residenziale a tempo pieno, è importante che gli affidatari mantengano periodici contatti con gli insegnanti circa l’andamento scolastico del minore e partecipino il più possibile alle attività che la scuola propone. Mentre spettano ai genitori o al tutore le scelte straordinarie quali ad esempio l’iscrizione, la firma della scheda di valutazione, l’autorizzazione a gite scolastiche.

Espatrio. La richiesta per ottenere il documento (carta d’identità o passaporto) per potersi recare all’estero con un minore in affidamento deve essere firmata dai genitori naturali o dal tutore (L.1185/67 art.3) nel caso di decadenza della responsabilità genitoriale.

In assenza di consenso dei genitori, il Giudice Tutelare può autorizzare l’espatrio.

In considerazione di quanto emerso nel corso degli incontri tecnici, la Campagna promozionale si svilupperà su più filoni di seguito elencati: evento di apertura in data 20 novembre 2017.

Conferenza stampa di Ambito, in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia; promozione e divulgazione dell’Istituto dell’Affido Familiare attraverso materiale pubblicitario specifico (buste del pane con il logo affido familiare e i riferimenti telefonici per contatti informativi come da allegato), sito web, rete social; incontri formativi rivolti alla popolazione Adulta a vario titolo impegnata sul piano educativo nelle varie fasce dell’età evolutiva; sperimentazione nel Comune di San Giovanni Teatino (Sambuceto-CH) di attività di quartiere/condominio sulla modalità di accoglienza:” una famiglia…per una famiglia”; approvazione Regolamento per Affido e Famiglie Tutor.

L’esperienza insegna che la promozione dell’Affido Familiare, istituto che nell’immaginario collettivo viene percepito come poco attraente e perseguito quasi esclusivamente da una tipologia di popolazione “votata” alla solidarietà e alla “gratuità”, se viene presentata “frontalmente” non va incontro al successo sperato e alle aspettative che l’investimento di energie mette in campo.

A tal proposito, Il tema dell’Affido Familiare, nel presente progetto verrà “sfidato” in modo trasversale in un discorso sull’infanzia affrontato ad ampio raggio al fine di coinvolgere single, coppie con e senza figli, nonni, insegnanti e chiunque nutra una sensibilità nei confronti dei minori vicini e lontani, propri e degli altri.

“Mi complimento con l’assessore Francesca Buttari che è la promotrice di questo splendido progetto – ha affermato il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani – è un modo per evitare la solitudine delle categorie più deboli e poi parliamo soprattutto e spesso dei bambini. Ci sono persone volenterose che, avendone anche benefici di Legge, sono disposte appunto a prestare la propria attività e io direi anche il propri amore perché di questo si tratta, è un atto di assoluta solidarietà e che ci deve contraddistinguere.

Ci sono già due coppie che sono affidatarie, noi auspichiamo che con questa iniziativa possa crescere il numero delle persone disposte, si deve entrare nel meccanismo, ci si può rivolgere ai Servizi Sociali per informazioni, si deve capire di che cosa si parla, non è un’adozione, ma si tratta di donare amore a persone che in questo momento sono bisognose, bisogna essere preparati a poterlo fare, bisogna essere adatti, con i Servizi Sociali si potrà valutare questa cosa.

Di bisogno ce n’è sempre in tutti i settori, noi siamo sempre attivi ed operativi per svegliare le coscienze e devo dire che troviamo un buon tessuto, io sono molto contento del nostro tessuto sociale”.

tutti pazzi per la Civita

 

 

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