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La voglia e la richiesta di sicurezza è alta, anche la percezione

di Francesco Rapino

Sono stati resi noti questa mattina, presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti, alla presenza del Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, del Magnifico Rettore dell’Ateneo, prof. Carmine Di Ilio, e di un folto pubblico, i risultati del primo esperimento nazionale, con metodo scientifico, di “Assemblea di Democrazia Partecipativa e Deliberativa” sul tema della Sicurezza urbana, evento scaturito dalla collaborazione tra il Comune di Chieti e l’Università d’Annunzio - Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali, nella persona del prof. Antonello Canzano.

“In democrazia i valori valgono quando sono maggioritari – ha detto il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio – è ovvio che le grandi maggioranze hanno un peso politico per decidere e deliberare.

Il primo nostro obiettivo raggiunto è l’aver coinvolto tante persone su un tema del territorio. Questi sono temi che riguardano la formazione. Vogliamo avere una sorta di road map sul tema di sicurezza urbana.

Questo è un tema che viviamo tutti i giorni. Ho chiesto ai cittadini di portare delle idee in qualità di facenti parte della società.

Anche su questo territorio ci sono dei rappresentanti delle forze dell’ordine.

Chieti ha due macrozone di riferimento: la parte bassa ed il centro storico che hanno due ritmi diversi di vita.

Abbiamo quindi due modi diversi di gestire la sicurezza urbana. Devo gestire la vita notturna e la maleducazione di chi gestisce i locali.

Poi c’è il discorso della grande massa di giovani che abita lo Scalo.

La voglia e la richiesta di sicurezza è alta, anche la percezione.

Non si percepisce questa città come rischiosa, se viviamo in una città sicura i cittadini possono vivere con una certa tranquillità.

Altro tema che da sindaco mi riguarda da vicino è il nuovo disegno di Legge sulla sicurezza urbana, in modo particolare riguarda il decoro urbano.

C’è uno studio americano che riguarda il degrado delle periferie e questo porta la criminalità.

Per me bisognerebbe introdurre il Daspo oltre che per gli Stadi anche per chi delinque in città.

Questo è per far in modo che si faccia valere la propria azione locale per chi il territorio lo vive.

Speriamo che quello che abbiamo fatto coinvolga anche i cittadini”.

Lo scorso 23 gennaio, l’Assemblea, aperta a tutti i cittadini e portatori d’interesse, aveva visto, presso la Sala Cascella della Camera di Commercio di Chieti, la somministrazione di un sondaggio deliberativo teso ad informare, rilevare l’opinione e fornire risposte relativamente al problema sicurezza, cui era seguito un confronto pubblico fra amministrazione, operatori delle forze dell’ordine, docenti universitari e cittadini.

“Questo esperimento ha dato dei risultati veramente importanti – ha sottolineato Antonello Canzano del Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali dell'Università D'Annunzio – ci sono due concetti che sono emersi: il primo è quello di democrazia ed il secondo è quello di partecipazione.

Abbiamo un problema di natura psicologica: usiamo gli stessi termini ma non ci capiamo, stiamo parlando di democrazia. Stiamo semplicemente utilizzando uno strumento che può incentivare la democrazia che noi già viviamo in tutti i livelli.

Se vogliamo stabilire i giusti livelli per i cittadini, dobbiamo sapere di che cosa parliamo.

La democrazia dimostra il modo in cui bisogna agire e riguarda la società, questa cosa deve essere rispettata nei vari ambienti.

La sicurezza ha un legame diretto con la democrazia: non può esserci democrazia se non c’è sicurezza quindi la democrazia la si ha solo se viviamo in una città sicura”.

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