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Il 23 tavola rotonda per parlarne, ma è necessario il referendum

di Francesco Giannini

Ben venga la tavola rotonda che il Pd ha organizzato per il prossimo 23 settembre nella sala della Provincia di Chieti per discutere sul futuro del Parco della Costa teatina. 

Ho letto che sarà una tavola rotonda alla quale saranno invitati "tutti gli esponenti delle associazioni di categoria e tutti coloro che hanno manifestato perplessità nei confronti del Parco". 

Sarà dunque una bella occasione per confrontarsi a 360 gradi e capire finalmente cosa si aspettano i cittadini di quella parte del territorio abruzzese.

Il rischio però che non si deve correre è restringere il confronto a pochi, cioè a quelli che parteciperanno all'evento, senza avere il parere della maggioranza delle popolazioni interessate. Cosa voglio dire? 

Semplicemente che se c'è una occasione in cui sarebbe necessario dare ascolto pieno al popolo, esercitando quella democrazia diretta di cui tanto si parla ma che nei fatti viene quasi sempre ignorata e maltrattata, è proprio questo della costa teatina e del parco, visto gli interessi che sono in ballo.

Bisogna sapere se i cittadini sono disposti ad accettare le regole che l'avvento del Parco comporterebbe, perché saranno loro ad averne vantaggi o svantaggi.

Bisogna chiedere ad esempio a chi gestisce stabilimenti balneari se accetterebbe intanto di mettere via strutture non previste, ma poi di non usare più mezzi meccanici per pulire la spiaggia, ,a solo rastrello e carriola.

E' solo un esempio, ma potrei farne tanti altri per giustificare la richiesta di referendum che appoggio pienamente.

Vanno bene tutte le tavole rotonde che si vogliono, ma credo assolutamente necessario, prima di decidere, conoscere la volontà di tutti i cittadini interessate. 

Si organizzi un serio referendum e dopo ogni cosa apparirà più chiara e soprattutto più condivisa. 

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