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Riceviamo e pubblichiamo

Chieste le dimissioni di Mauro Febbo 

Rifondazione Comunista con una conferenza stampa ha ribadito la propria posizione di sostegno al progetto del Parco della Costa Teatina e confermato la richiesta di dimissioni dal ruolo di coordinatore del “tavolo” dell’assessore Mauro Febbo. 

Alla conferenza stampa presso la sede del Consiglio Regionale a Pescara hanno preso parte il consigliere regionale MAURIZIO ACERBO, il segretario regionale MARCO FARS, il consigliere provinciale NICOLA TINARI, l’assessore comunale ANDREA NATALE del Comune di Fossacesia, l’assessore MARCO MARRA del Comune di Vasto e il consigliere comunale di Guardiagrele GIANLUCA PRIMAVERA a significare la posizione convinta e compatta del partito a favore del Parco.

La documentazione presentata da Rifondazione Comunista dimostra in maniera inequivocabile che l’assessore Febbo al fine di essere nominato coordinatore ha espresso il suo assenso su documenti con cui il Consiglio e la Giunta si esprimevano con chiarezza a favore del Parco.

Lo ha fatto approvando la risoluzione durante la seduta del Consiglio Regionale del 22 febbraio 2011 autoproponendosi come coordinatore del “Tavolo di coordinamento” Regione-Comuni per la perimetrazione. Lo ha ribadito con la delibera di Giunta del 28 marzo 2011 con cui si assumeva e si dava attuazione alla risoluzione consiliareIn qualsiasi paese serio Mauro Febbo dovrebbe ritirarsi a vita privata.

L’invocazione da parte di Febbo di un’intervento legislativo che cancelli la legge istitutiva del parco, prontamente raccolta dall’altrimenti invisibile senatore Di Stefano, rappresenta l’ennesima dimostrazione che quella del PDL non è una classe dirigente capace di governare e immaginare un futuro per l’Abruzzo.

Dobbiamo constatare e stigmatizzare il silenzio della Provincia di Chieti e del suo Presidente Di Giuseppantonio che pare essere commissariato o meglio prigioniero dell’arroganza dell’assessore Febbo.

E’ evidente che alla base del sentimento di contrarietà che si è diffuso nel territorio vi sia una scientifica campagna di disinformazione.

Quella del Parco della Costa Teatina è un’occasione da non perdere per rilanciare e garantire una prospettiva di benessere e sviluppo sostenibile della provincia di Chieti e della regione.

L’economia del territorio con le sue vocazioni realmente competitive, dal turismo all’agricoltura, ha solo da guadagnare dall’istituzione del parco.

L’istituzione del Parco rappresenta un’opportunità impedibile per intercettare risorse e avere accesso a finanziamenti che sarebbe un delitto perdere anche considerando la crisi dei comparti industriali e manifatturieri.

Il Parco è anche la più forte e sicura misura di salvaguardia definitiva dal Centro Oli e più in generale dalla petrolizzazione.

Certo dà fastidio ai politici che puntano sulla cementificazione selvaggia della costa e su progetti speculativi che andrebbero a danneggiare una risorsa paesaggistica e ambientale che è la principale ricchezza su cui può puntare il nostro territorio.

Senza Parco difficilmente la Costa Teatina riuscirà a resistere all’aggressione del cemento e del petrolio.

L’istituzione del Parco che Febbo sta minando rappresenta l’unico progetto strategico di valorizzazione del nostro territorio.

E’ assurdo che tutto questo accada mentre da mesi si discute in Abruzzo di Patti per lo Sviluppo.