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Settore dove non siamo secondi a nessuno!

di Tullio Parlante

Lunedi 16 luglio, giornata dedicata ad uno degli appuntamenti estivi delle cantine aperte, si è svolta una grande festa di ricorrenza dei 50 anni della cantina "Eredi Legonziano" frazione Madonna del Carmine in Lanciano.

Grande serata con intrattenimento musicale da parte del complesso orchestrale dei Nomadi e dell'orchestra Bagutti, la sera prima.

L'interesse della serata, a parte le migliaia di persone che hanno preso parte alla kermesse, è stato colto dall'intensità di discussione di alcuni Presidenti di cantine che rappresentano migliaia di soci.

La considerazione che è scaturita - dai vari momenti di pura dialettica di circostanza - all'indirizzo della conoscenza all'interno di questo meraviglioso mondo poco conosciuto, deriva dall'approfondimento di concetti che ci portano - purtroppo - a considerare che anche all'interno di questo paradisiaco universo esiste "ancora" un ancoraggio culturale che sfocia in un campanilismo molto grezzo all'indirizzo di un faticoso modello ancorato alle vecchie tradizioni, le quali, non permette quel potenziamento di vera lotta di mercato, dove, con numeri consistenti, l'unione di soci e cantine diventa forza trainante per poter acquisire quello spazio di mercato che meritatamente si sono conquistati con grande professionalità operativa.

Questa nuova generazione di produttori - schiacciati nell'angolo da quel modello di idee genitoriale che con grande fatica cercano di adeguarsi e adattarsi a questa evoluzione commerciale del terzo millennio - fatìcano non poco nel cercare di occupare quello spazio patriarcale che si batte con i fantasmi del passato, quindi, rallentando 

quella crescita economica che questo nuovo modello di alta professionalità vinicola racchiude.

Non da meno, un'altra considerazione di come spesso ci facciamo male da soli, viene evidenziato in un altro passaggio di discussione dove viene posto all'attenzione un altro modello negativo di "scontro" tra rappresentanti dell'attività produttiva delle cantine. Ovvero.

Stabilire è stabilito il prezzo di vendita di una bottiglia, significa che all'indomani della riunione e della decisione, tutti i soci devono o dovrebbero (il condizionale è d'obbligo) vendere quel loro prodotto a quel prezzo, non cercare di aggirare la dialettica cercando di non tenere in considerazione il valore reale stabilito per poter - probabilmente - vendere di più.

La cooperazione, con il miglioramento quantitativo e qualitativo tra cantine non funziona così. Farsi questo genere di guerra, che porta solo allo sfinimento professionale senza ulteriori margini di miglioramento, significa mortificare anche l'impegno delle nuove generazioni che, con margine di ulteriori miglioramenti agricoli settoriali potrebbero dare ulteriore svolta a migliorare quell'occupazione che tanto ispira questo nuovo modello di società.

Tuttavia, anche se il ricambio generazionale non è in sintonia con l'attuale mondo dell'imprenditoria agricola, bisogna dare atto a questi nuovi pionieri della terra - i quali sono la maggior parte laureati innovativi - che portando avanti le loro necessità di ricerca e miglioramento, faranno sì che questo muro di gomma, derivazione di pause capricciose, campanilismo ecc..., crolli sotto la spinta dell'innovazione e "forse" della fantasia che saranno da traino per questa nuova economia di mercato viticola che non è seconda a nessuno.

tutti pazzi per la Civita