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Comuni Radici a Caramanico Terme

Da mercoledì 31 luglio, alle ore 17:30, a sabato 10 agosto

GRUPPO 4: Postmoderno Liquido

Patrizia D’Andrea, Lucia Ruggieri, Rena Saluppo, Loriana Valentini.

“Il gruppo, tutto al femminile, nasce dall’esigenza del confronto e della condivisione, pur nella consapevolezza della diversità artistica dei percorsi seguiti.

Percorsi però che riportano tutte e quattro le componenti ad un’arte fatta di tela e pennello che valorizza tecniche e competenze propriamente pittoriche.

Con la costituzione del gruppo le quattro artiste vogliono infatti sostenere proprio il ritorno a questo tipo di arte.

Il comune denominatore del gruppo è l’arte pittorica, praticata attraverso una costante sperimentazione di linguaggi.

I punti di riferimento a volte appaiono come citazioni, a volte invece come semplici punti di partenza.

La libertà che connota il gruppo, attratto, in modo liberamente mutevole, da forme iconiche e aniconiche, fa sì che si autodefinisca di “identità liquide”.

D’altra parte la sua composizione non è casuale. In un mondo, quello dell’arte, in cui lo sguardo è ancora in prevalenza maschile, il gruppo dà come ulteriore contributo anche quello di una espressività tutta al femminile vista come valore peculiare o almeno complementare.

Ma ciò che questa pittura esprime è sentimento, inquietudine, condizione non di una generica “femminilità” ma di quattro ben definite personalità individuali. Proposito di Gruppo 4 è il superamento del “ready made” e della tautologia linguistica: è la proposizione di “liquide” sensibilità che guardano liberamente, senza condizioni, al passato e al futuro”.

Marialuisa De Santis

“L’arte del Novecento ha affidato un ruolo ragguardevole ad aggregazioni di artisti che hanno scelto di operare in modo coordinato per l’affermazione di valori e obbiettivi comuni: i gruppi.

Senza voler risalire troppo indietro nel tempo e per attenerci al caso romano, al riguardo assai indicativo, queste aggregazioni nascevano spontaneamente dal tradizionale coordinamento di artisti che, dopo aver lavorato tutta una giornata in un contesto urbano ristretto (per intenderci, negli studi disseminati tra Piazza del Popolo e Piazza di Spagna), si ritrovavano la sera nelle mitiche trattorie di Via della Croce, da Beltramme, poniamo, o in altre contigue. (…)

(…) Ma quel lavorare assieme, gomito a gomito, in una sorta di reciproca verifica ed emulazione, aveva anche riscontri benefici; ne conseguivano una forza, una fiducia ma talvolta pure qualche avvertimento, qualche messa in guardia.

È, appunto, in questo contesto e in questa prospettiva che va inquadrata l’iniziativa di quattro pittrici abruzzesi – Patrizia D’Andrea, Lucia Ruggieri, Rena Saluppo, Loriana Valentini – di dare vita ad un’aggregazione artistica di operatività coordinata, quello che esse hanno denominato il Gruppo 4: Postmoderno Liquido.

Quattro artiste accostate dalla comune origine abruzzese, con quanto di culturale, oltreché di affettivo, tale dato comporta: bando alle remore di provincialismo; tutti sappiamo quanto importante sia stato, negli ultimi due secoli, il contributo dell’Abruzzo all’arte italiana.

Ancora più efficace fattore identitario è quello offerto dal fatto di riconoscersi nella pittura, in una congiuntura epocale in cui la pittura (analogamente alla scultura) registra disaffezione e discredito, come di una disciplina logorata dal troppo e troppo lungo impiego, nel quale (ed è una prospettiva che non mi rassegnerò mai ad accettare) essa avrebbe ormai detto tutto”.

Carlo Fabrizio Carli

“Certo è comunque che, nelle opere delle autrici in parola, al pari di quanto si verifica in quelle delle loro odierne colleghe di ogni Paese, la figura femminile si accampa ormai libera dalle prefissate idealizzazioni, catalogazioni e schematizzazioni connotative in cui era stata non raramente imprigionata nell’arte dei secoli addietro e fino a un non lontano passato.

Ancora più significativo segnale del ruolo e dell’autonomia da esse raggiunti emerge dalla considerazione di come le loro singole e ben distinte personalità ottimamente concorrano  a fare il punto sulla realtà della espressione e della cultura artistica oggi più vitali e significative  in un Abruzzo che, a seguito degli importanti traguardi raggiunti e superati nel corso del Novecento, è ormai inserito a pieno titolo e senza più alcun limite di confini e relatività localistiche nel contesto della contemporaneità più vitale ed attiva.

Né va trascurato di evidenziare come pure dalla non infrequente inclusione dei dipinti di qualcuna fra loro nella rosa delle opere considerate emblematiche e rappresentative della attuale produzione di questa Regione emerga il segno del radicale mutamento dei tempi, ove si tenga presente che  fino a non molti anni addietro una tale prerogativa risultava di esclusiva pertinenza della creatività e dell’operosità maschile, dai cui ranghi, ma soprattutto dal cui magistero, comunque,  il testimone è pervenuto anche nelle loro mani.(…)

È forse possibile individuare fra le motivazioni del loro modo di dipingere una sorta di radice comune ove si potesse asserire, senza creare turbamenti, come esse in realtà abbiano in qualche misura superato il Postmoderno, dal momento che, secondo quanto contribuisce a far ritenere il ritorno a modalità linguistico – strutturali, a criteri cromatico – formali e perfino il riappropriarsi di tele e colori, si direbbero inclini non già a citare, quanto a rinnovare, con grande libertà e con un forte senso della tradizione pittorica italiana, modalità del Moderno: informale, astrattismo, nuova figurazione, espressionismo”.

Cosimo Savastano

tutti pazzi per la Civita