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Pietranico e l’Oratorio della Madonna della Croce

di Patrizia Lupini

Fin da bambina ho calpestato tante terre, vicine e lontane, giocavo con il mappamondo e, ad occhi chiusi, con l’indice indicavo a mio nonno dove mi sarebbe piaciuto vivere.

Allora, con la fantasia dei bambini, sognavo il lontano, il misterioso, il bello senza mai pensare che l’incanto si può trovare vicino, così vicino a noi, dietro l’angolo…si, proprio dietro di te, come mi è capitato una sera di maggio, per l’esattezza il 2 maggio, quando nel piccolo borgo medioevale di Pietranico, in occasione della festa organizzata in onore della Madonna della Croce, si accendono una miriade di falò che circondano il paese fin ai piedi dello sperone roccioso su cui sorge il comune, mentre le luci del giorno lasciano dolcemente il posto alla penombra della sera… così scopri il tuo piccolo grande mondo… che ti fa sentire l’armonia dell’opera dell’uomo!

La festa, una delle più antiche dell’interno della vallata del Pescara, conserva ancora i tratti più caratteristici che la contraddistinguono dalle altre che sono state modificate dal progresso dell’uomo.

E‘ una terrazza nella natura incontaminata, paese da cartolina, scorci panoramici da rimanere incantati… e… incastonato fra i colori vivaci della campagna, sorge prepotente l’Oratorio della Madonna della croce.

La sua origine si perde nella notte dei tempi ed è da riconoscere come una delle tradizioni più antiche della regione che conserva intatto il suo rito.

La manifestazione popolare si presenta due volte l’anno una per ricordare l’apparizione della Madonna l’altra che rievoca quando il borgo stava per essere assalito dai briganti e la Vergine riuscì con un evento miracoloso a proteggere il paese.

Dai racconti degli anziani del paese, si narra che la Santa protettrice, dopo essere apparsa a un anziano contadino, Domenico Del biondo, uomo stimato per la sua semplicità e onestà, una mattina, mentre si recava presso il suo orto, viene vinto dalla disperazione perché le pecore avevano mangiato tutto il raccolto. Proprio mentre era travolto da un pianto sconsolato gli apparve una donna vestita di azzurro che annunciò, che in quello stesso luogo sarebbe sorto l’Oratorio, oggi monumento nazionale risalente al 1613.

Infatti dal giorno dell’apparizione fino al 1670, stando alla tradizione orale fu costruita la chiesa dove fu determinante la collaborazione di tutti i cittadini intenti nei lavori murari. In questi tre giorni di festa, a partire dal 2 notte, il fervore e la fede popolare hanno il loro massimo spazio anche perché oltre alla miriade di fuochi colorati, che accompagneranno le tre giornate di festa, ci sono degustazione di prodotti locali, attrazioni per i più piccoli e spettacoli di intrattenimento.

A distanza di secoli, ancora la fede e la tradizione popolare mantiene in vita il ricordo e il ringraziamento per la Madonna che riuscì a salvare il borgo medioevale dagli attacchi dei briganti.

Secondo le notizie tramandate dai racconti popolari, infatti nel 1800, una squadra di briganti stava portando terrore e saccheggi in tutta la vallata del Pescara.

Gli abitanti di Pietranico intimoriti, incominciarono a pregare alla Madonna della Croce affinché la sua protezione potesse salvarli dall’attacco.

E fu così, infatti, che circondando il paese da grosse fiamme impedì ai banditi di entrare nel paese che fu l’unico a salvarsi da quell’attacco noto nella storia dei paesi dell’interno che furono tutti saccheggiati. Un piacevole rapporto con la cultura e le tradizioni di gente.

E’ un contatto con l’architettura maestosa del nostro passato, uno dei Santuari mariani più imponenti del nostro paese, infatti è stato dichiarato “bene di notevole interesse storico ed artistico nazionale” e vincolato con Decreto del Ministero per i Beni Culturali.

Un capolavoro dell’arte Barocca in quanto è presente la perfezione dell’architettura del tempo, della pittura, della decorazione ed intagli, un capolavoro dell’arte del ’600,insomma…

L’Oratorio, infatti, è stato costruito in parte col materiale smontato dalla vecchia icona preesistente, da grossi blocchi di pietra regolari, mentre all’interno troviamo una struttura a tre bracci con pianta a forma di “T” rovesciata, una navata centrale e due cappelline laterali: quella a sinistra è dedicata all’Annunziata, mentre quella di destra a Santa Maria della Croce.

Negli spazi, invece ci sono stucchi e dorature, fregi e decorazioni, finti marmi e tele, pitture a tempera che decorano e ornano le volte e le crociere delle quattro campate di cui si compone l’Oratorio.

La navata e le cappelle laterali presentano, pensate, ben 55 scene e ritratti a loro volta suddivisi da tre cicli pittorici di cui gli autori pare siano Berardino Cardelli di Santo Stefano di Sessanio, mentre la cappella di sinistra, dedicata all’Annunziata del 1656, è di Antonello de Castellis da Tocco.

Nell’angolo più scuro e più venerato dell’Oratorio, c’è la cappella dedicata alla Madonna…e non vi aggiungo altro perché questa perla di rara e autentica bellezza merita di essere visitata, avvicinandosi in silenziosa curiosità per scoprire un luogo sacro ricco di storia e di arte.

Vedi anche: Pietranico Story

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