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Il dono del Rotary Club Chieti

di Francesco Rapino

È stata donata dal Rotary Club Chieti al Museo d’Arte “Costantino Barbella” di Chieti, una statua dello stesso scultore teatino a cui è intitolato il museo cittadino, raffigurante “una giovinetta con serto di lauro”.

A suffragare l’autenticità della scultura come opera dello stesso Barbella è stato Giovanni Tavano, antropologo culturale, appassionato di Costantino Barbella e amministratore delegato di Carsa Edizioni che ha ricordato come lo stesso scultore teatino amasse lavorare in prima persona la terracotta, non delegando alcuna mansione del processo compositivo agli allievi di bottega. 

La scultura in terracotta, appartenente alla famiglia Di Crecchio, è alta 1m e 83cm ed è mutilata di un braccio dove era posto inizialmente un serto di lauro. Collocata originariamente nel cimitero monumentale di Chieti, dopo la donazione della famiglia Di Crecchio al Rotary Club Chieti che l’ha salvaguardata e valorizzata, lo stesso club l’ha poi regalata al Museo teatino.

“È un’azione che la famiglia Di Crecchio e il Rotary hanno voluto fare alla nostra città – ha affermato il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio – e che noi abbiamo collocato a casa propria perché è un’opera del Barbella che oggi trova il proprio spazio all’interno del Museo Barbella a Chieti ed è un’opera straordinaria che non solo accresce la fama e la storia di Barbella, ma arricchisce soprattutto il nostro Museo. Inoltre è un’opera che ci dà la possibilità anche di ampliare il catalogo dell’offerta culturale della nostra città e questa è una cosa molto importante.

Insieme a questo aspetto voglio sottolineare l’immenso atto di generosità che ha visto il Rotary e la famiglia Di Crecchio donare quest’opera alla nostra città così come qualche anno fa sempre io fui testimone di un’ulteriore donazione da parte di una famiglia teatina e del Rotary al Museo Barbella.

Queste sono le opere che oggi possiamo annoverare tra le novità del nostro Museo, ma sono anche i gesti importanti che ci dicono come i privati e le associazioni possano contribuire a far crescere la nostra qualità di opere nel nostro Museo, ma anche l’offerta culturale della nostra città.

Io dico da sempre che l’Abruzzo è una regione che ha 1 milione e 200 mila abitanti ed è un fazzoletto straordinario di terra del territorio italiano, non possiamo pensare di avere mille promozioni culturali, mille promozioni turistiche, ma dobbiamo fare sistema di tutte le eccellenze del territorio e dobbiamo offrire tutto il territorio regionale come uno straordinario parco della cultura dove la cultura è protagonista e gli abruzzesi possono essere coloro che accolgono i turisti e chi vuole venire nel nostro territorio, nei nostri Musei, nelle nostre Chiese ed avere il piacere di osservare le nostre bellezze sia naturali che storico-culturali, ma anche di essere accolti dalla nostra gente, quindi anche i percorsi enogastronomici si possono affiancare ai percorsi culturali e museali”.

Costantino Barbella, nato a Chieti nel 1852, dopo aver frequentato la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, si specializzò in sculture in terracotta e in bronzo raffiguranti soprattutto scene contadine e costumi abruzzesi che lo portarono al successo in Italia e all’estero.

Fu grande amico degli altri grandi artisti abruzzesi della sua epoca – Francesco Paolo Tosti, Gabriele d’Annunzio, Francesco Paolo Michetti – con i quali prese parte al cosiddetto Cenacolo di Francavilla al Mare.

“Il Rotary di Chieti, insieme alla famiglia Di Crecchio, ha donato una statua al Museo dopo averla riqualificata, valorizzata e tutelata – ha spiegato il presidente del Rotary Club di Chieti, Angelo Di Monte – è un lavoro che parte da qualche anno fa, la statua era posizionata presso il nostro Cimitero monumentale e per motivi dipendenti dalla volontà della famiglia rischiava di diventare un oggetto diruto, quindi è molto importante riuscire a recuperala perché spesso le nostre radici, la nostra storia ed i monumenti tendono ad essere dimenticati, questo significa perdere anche le proprie radici che sono un elemento essenziale affinché una comunità vada avanti.

Quindi oggi sono particolarmente soddisfatto ed orgoglioso di questa iniziativa che ha ridato ad una delle istituzioni più importanti del nostro territorio questa opera che sentiamo nostra e che ha anche una qualità formale di alto livello.

È importante che l’opera sia conservata in questo Museo perché c’è la possibilità di poterne fruire, se non fosse rimasta in una istituzione così importante l’opera sarebbe rimasta fuori da un circuito culturale vivo”.

tutti pazzi per la Civita

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