La grande alternativa al nulla

Editoriale

Spartizioni: Cosi fan tutti

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Ma per la politica è una aggravante…

di Gino Di Tizio

Dal mondo politico si tende a minimizzare la vicenda “voti e poltrone†che è scoppiata all’Aquila dopo la divulgazione di una lettera del sindaco Massimo Cialente all’onorevole Daniele Toto e del testo di un accordo scritto che, appunto, parlava di incarichi da assegnare ad esponenti di Fli.

“Così fan tuttiâ€, si dice, senza però rendersi conto che se fosse vero sarebbe una aggravante, non una scusante,  per un partito che si propone come portatore di un modo nuovo di fare politica.

A leggere il contenuto dell’ormai famoso e mail e le dichiarazioni che successivamente hanno cercato di giustificarlo c’è davvero da invocare che l’immediato ritorno al tanto deprecato manuale Cencelli a cui la vecchia Dc ricorreva per sistemare le questioni di spartizione del potere.

Qui siamo ben oltre quel manuale, che veniva sempre usato  con grande attenzione ai dosaggi e nella massima discrezione, perché siamo arrivati ad mercanteggiamenti senza  regole e soprattutto senza alcun pudore.

Cialente ha denunciato pressioni da parte dell’onorevole Toto che lo avrebbe praticamente costretto a scrivere quella mail dove prometteva una serie di poltrone agli esponenti dei Fli.

Lo ha dichiarato al quotidiano Il Tempo che sta dando alla questione grande rilevanza.

Prima infatti ha dedicato al caso l’editoriale del direttore Mario Sechi e ieri, sempre in prima pagina, ha pubblicato una grande foto notizia sullo stesso argomento.

Il sindaco uscente de L’Aquila  ha anche sostenuto  che è stato fatto cadere in trappola, rivelando che  per la città capoluogo sono stati fatti circolare “trentamila volantini  con il testo della mail già stampati per essere distribuitiâ€.

Ora che chi ha tirato questo colpo basso al candidato sindaco del centro sinistra non esce bene da questa vicenda è certamente vero, ma sconcerta il fatto che Cialente si tiri fuori da ogni colpa, o da ogni ipotesi che abbia potuto compiere un errore comportandosi come ha fatto, sostenendo che la sua unica colpa è stata quella di “fidarsi di un Parlamentare della Repubblicaâ€.

Cosa significa?

A questo punto è importante capirlo.

Che se quell’e mail Toto e gli altri che ne sono entrati in successo?

Certamente  la faccia di tutti sarebbe stata preservata da brutte figure, ma resterebbe comunque la sostanza del fatto, legata a comportamenti tenuti da entrambe le parti che avviliscono la politica e la rendono sempre più lontana dalla gente.

Di questo sembra che nessuno si stia preoccupando.

E per noi è un errore, perché sono atteggiamenti che portano legna ad alimentare il fuoco dell’antipolitica e allontanano sempre più i cittadini.

Ed a proposito di fiducia, per chiudere facciamo  una previsione sull’esito finale del voto all’Aquila: chiunque vinca si troverà fronte tantissimi cittadini che avranno rifiutato di andare alle urne appunto perché ormai diffidano di questa politica e dei suoi rappresentanti.

E non sarà certamente facile recuperare proprio la loro fiducia.

 

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La grande alternativa al nulla

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Domenica 25 Dicembre 2011 21:39
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La grande alternativa al nulla

di Luigi Negri*

Il Natale riaccade in una situazione che sembra insostenibile. 

L’uomo e la società forse stanno morendo, come diceva molti secoli fa sant’Ireneo di Lione, padre della Chiesa (“È possibile che l’uomo muoiaâ€) o – come affermava il Beato Giovanni Paolo II – che l’uomo muoia nella sua umanità.

L’egoismo individualistico, teso a ottenere il massimo di benessere in tutti i campi della vita e dell’attività umana, si accompagna ormai alla pratica della violenza come metodo per risolvere questioni individuali e sociali.

Una teoria di omicidi e suicidi segna di sangue la vita della società, dal singolo alle famiglie e alle altre strutture della vita sociale.

L’uomo sembra vivere una vita in cui l’espressione “vita†tende a identificarsi con la pura sopravvivenza fisica, in un mondo senza ideali e quindi senza grandezza, senza quel desiderio del vero, del bene, del bello e del giusto verso il quale sempre tende ciò che don Luigi Giussani definiva il “cuore†dell’uomo.

La tenebra che si addensa sulla nostra vita ci impedisce di distinguere il vero dal falso, il bene dal male, il giusto dall’ingiusto.

Ma, nella profondità di questa tenebra – come ricorderà la prima straordinaria lettura della Liturgia natalizia – il popolo vede improvvisa una grande luce.

Cristo è questa luce di Dio sulla vicenda umana. Cristo è questa rivelazione definitiva, figlio dell’uomo e figlio di Dio.

Cristo presente rende possibile un cammino umano restituito alla propria verità ed orientato verso il compimento della vita nuova che da Cristo passa in coloro che lo seguono.

Per questo noi cristiani, almeno nei giorni del Natale, dovremmo superare la tentazione di ridurre l’avvenimento di Cristo ad occasione per qualche pia pratica di pietà o a motivazione per qualche impegno di carattere solidaristico, come si ama dire non avendo più nemmeno il coraggio di dire la parola Carità.

Dobbiamo stare di fronte al Bambino Gesù, in cui c’è già tutta la divinità del figlio di Dio e tutta l’umanità del figlio di Maria. Dobbiamo stare davanti a Gesù Bambino riconoscendo che è l’unica possibilità di vita, per l’uomo e per il mondo.

Dobbiamo chinarci davanti alla mangiatoia di Betlemme per riconoscere esistenzialmente, cioè attivamente, che quello che è impossibile all’uomo Dio lo ha fatto.

Dio è venuto e viene nella vita umana e la vita umana si anima di una chiarezza, di una certezza, di una verità, di un bene nel quale soltanto l’uomo può cominciare un cammino nuovo, dignitosamente umano.

Il Natale non è soltanto il contenuto della nostra fede.

Il Natale è la motivazione del nostro movimento nel mondo. Movimento di intelligenza e di affezione, movimento che ci spinge a cercare ogni uomo che ci vive accanto come interlocutore della Grande Proposta che Dio fa ad ogni uomo.

Credere e camminare sulla strada della missione. Per questo le feste del Natale si concludono nell’Epifania, grande rivelazione di Cristo nella Chiesa perché essa possa incominciare il suo cammino missionario.

Mai come adesso la presenza di Gesù Cristo, cioè la missione dei cristiani, è l’alternativa al nulla.

*www.ilsussidiario.net

 

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