Costantini: La dispersione dell'acqua non dipende solo dalla perdita della rete

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Editoriale

A proposito di pacificazione

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Il sottosegretario Legnini lascia il Consiglio comunale  di Chieti con un chiaro e forte messaggio

di Gino Di Tizio

Il termine “pacificazione” è molto usato negli ultimi  tempi nel mondo politico.

Una parte, il Pdl, infatti parla spesso di pacificazione per andare finalmente oltre lo scontro di alcune procure con Silvio Berlusconi,  visto come una lesione del sistema democratico, l’altra, il Pd insieme a M5s e sinistra estrema, che, oltre a respingere questa “pacificazione”, la considerano un attacco al principio della divisione dei poteri ed un tentativo di mettersi al di sopra e al di fuori di quella “legge uguale per tutti” che dovrebbe esistere nel Bel Paese.

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Costantini: La dispersione dell'acqua non dipende solo dalla perdita della rete

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Regione
Giovedì 28 Giugno 2012 21:59
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Riceviamo da Carlo Costantini, consigliere regionale dell'Idv: "Non serve il sospetto, pure legittimo, alimentato da recenti inchieste della Procura di Pescara, che avrebbero portato alla luce un sistema di regalie, sconti piu' o meno leciti e deroghe varie agli obblighi di bollettazione da parte dell'A.C.A. S.p.a., la societa' pubblica che gestisce il servizio idrico in Provincia di Pescara. Sono i numeri a rivelare, nella loro spietata oggettivita', che la dispersione dell'acqua non e' solo un problema di perdita delle reti.


Dovrebbero dircelo le decine di milioni di euro che l'A.C.A. S.p.a.  dichiara di spendere ogni anno per le manutenzioni della rete; una spesa che in un decennio avrebbe dovuto consentire di foderare d'oro le condotte e che invece continua a rivelarsi del tutto inefficace.
Ma ce lo dicono meglio i numeri, che rivelano come nell'anno 2010, su 64.677.935 metri cubi d'acqua usciti dai serbatoi dell'A.C.A. S.p.a., solo 28.700.281 metri cubi d'acqua sarebbero finiti nelle bollette.In buona sostanza il 56% dell'acqua che esce dai serbatoi sparisce, si volatilizza, il 42% si presume in dipersioni della rete e tutto il resto in problemi che andrebbero dai contatori che non funzionano, alle perdite che si consumano durante le manutenzioni o addirittura a causa dei "fontanili".Un'azienda normale, che brucia il 56% di quello che produce, sarebbe tecnicamente fallita. 
Ancor piu' se si considera che del poco che fattura, ben 74 milioni di euro non riesce ad incassarli (e' questa la spaventosa somma iscritta come crediti da riscuotere).Qualcuno, sindaci inclusi, puo' ancora continuare a voltarsi dall'altra parte, a far finta di non vedere, a tacere? e' giunto il momento, a destra ed a sinistra, di collaborare con chi, come l'Italia dei Valori, intende voltare pagina?

Carlo Costantini (Idv) 

//

Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Giugno 2012 22:00
 

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