Gianni Chiodi rispone a Giuseppe Tagliente

Editoriale

Spartizioni: Cosi fan tutti

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Ma per la politica è una aggravante…

di Gino Di Tizio

Dal mondo politico si tende a minimizzare la vicenda “voti e poltrone†che è scoppiata all’Aquila dopo la divulgazione di una lettera del sindaco Massimo Cialente all’onorevole Daniele Toto e del testo di un accordo scritto che, appunto, parlava di incarichi da assegnare ad esponenti di Fli.

“Così fan tuttiâ€, si dice, senza però rendersi conto che se fosse vero sarebbe una aggravante, non una scusante,  per un partito che si propone come portatore di un modo nuovo di fare politica.

A leggere il contenuto dell’ormai famoso e mail e le dichiarazioni che successivamente hanno cercato di giustificarlo c’è davvero da invocare che l’immediato ritorno al tanto deprecato manuale Cencelli a cui la vecchia Dc ricorreva per sistemare le questioni di spartizione del potere.

Qui siamo ben oltre quel manuale, che veniva sempre usato  con grande attenzione ai dosaggi e nella massima discrezione, perché siamo arrivati ad mercanteggiamenti senza  regole e soprattutto senza alcun pudore.

Cialente ha denunciato pressioni da parte dell’onorevole Toto che lo avrebbe praticamente costretto a scrivere quella mail dove prometteva una serie di poltrone agli esponenti dei Fli.

Lo ha dichiarato al quotidiano Il Tempo che sta dando alla questione grande rilevanza.

Prima infatti ha dedicato al caso l’editoriale del direttore Mario Sechi e ieri, sempre in prima pagina, ha pubblicato una grande foto notizia sullo stesso argomento.

Il sindaco uscente de L’Aquila  ha anche sostenuto  che è stato fatto cadere in trappola, rivelando che  per la città capoluogo sono stati fatti circolare “trentamila volantini  con il testo della mail già stampati per essere distribuitiâ€.

Ora che chi ha tirato questo colpo basso al candidato sindaco del centro sinistra non esce bene da questa vicenda è certamente vero, ma sconcerta il fatto che Cialente si tiri fuori da ogni colpa, o da ogni ipotesi che abbia potuto compiere un errore comportandosi come ha fatto, sostenendo che la sua unica colpa è stata quella di “fidarsi di un Parlamentare della Repubblicaâ€.

Cosa significa?

A questo punto è importante capirlo.

Che se quell’e mail Toto e gli altri che ne sono entrati in successo?

Certamente  la faccia di tutti sarebbe stata preservata da brutte figure, ma resterebbe comunque la sostanza del fatto, legata a comportamenti tenuti da entrambe le parti che avviliscono la politica e la rendono sempre più lontana dalla gente.

Di questo sembra che nessuno si stia preoccupando.

E per noi è un errore, perché sono atteggiamenti che portano legna ad alimentare il fuoco dell’antipolitica e allontanano sempre più i cittadini.

Ed a proposito di fiducia, per chiudere facciamo  una previsione sull’esito finale del voto all’Aquila: chiunque vinca si troverà fronte tantissimi cittadini che avranno rifiutato di andare alle urne appunto perché ormai diffidano di questa politica e dei suoi rappresentanti.

E non sarà certamente facile recuperare proprio la loro fiducia.

 

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Gianni Chiodi rispone a Giuseppe Tagliente

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Mercoledì 22 Febbraio 2012 21:04
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Il presidente Gianni Chiodi

Ogni traguardo raggiunto è una verifica

Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, risponde alla lettera aperta del consigliere di maggioranza Giuseppe Tagliente che, nella mattinata odierna, aveva sollecitato il Governatore ad una verifica sullo stato di attuazione del programma elettorale.
"Caro Peppino, per l'Abruzzo, e per l'intera Italia, è Quaresima, non solo religiosa, perché a chi ha governato prima di noi è stato concesso di festeggiare Pasqua troppo a lungo.
Comunque, ben vengano confronti e chiarimenti visto che, come tu ben sai, mai mi sono sottratto. Quando parli di verifica, vorrei informarti che ho già avuto modo di esternare i risultati di tre anni di governo solo poche settimane fa.
Sulla home page della Regione, tra l'altro, è possibile consultare dati ed obiettivi più significativi conseguiti in questo triennio di mandato.
Certamente dobbiamo essere orgogliosi di aver centrato il primo, ambizioso, e più importante, traguardo che è stato salvare l'Abruzzo dal baratro dei debiti e delle inefficienze cui era precipitato a causa di gestioni amministrative dissennate.
Ma non solo.
Abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio nella sanità; tagliato i costi della politica; ridotto il debito di oltre 800 milioni di euro.
Al mio insediamento forse nessuno lo credeva possibile, eppure, oggi, la Regione più indebitata e tassata d'Italia è riuscita ad invertire la rotta: solo sei Regioni hanno una tassazione inferiore alla nostra.
Grazie ad una accorta politica di risanamento, siamo oggi coloro che in Italia stanno meglio reggendo i nefasti effetti della crisi.
Di questo mi compiaccio con gli Assessori e con tutti voi, Consiglieri di maggioranza, che mi avete sostenuto nel lavoro fatto finora.
Colgo l'occasione per esortare ad impegnarsi, come e più di adesso, per affrontare, dopo la fase del risanamento, quella della crescita e dello sviluppo.
Supportati in questo dalla quota dei Fas che, a differenza di altre Regioni, siamo riusciti ad ottenere e dalle economie liberate col conseguimento del pareggio di bilancio nella sanità.
Noi l'Abruzzo, caro Peppino, lo abbiamo salvato.
Altri lo stanno facendo per l'Italia e spero di tutto cuore che ci riescano".
Il presidente Gianni Chiodi
Dello stesso argomento: Lettera di Tagliente a Chiodi
Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Febbraio 2012 21:12
 

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