Riforma dei Consorzi di bonifica

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Riforma dei Consorzi di bonifica

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L'opinione
Venerdì 10 Agosto 2012 22:29
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Il PD per la Riforma dei Consorzi di bonifica

Accorpamento dei 5 enti oggi esistenti in un unico Consorzio di Bonifica regionale, ampliamento delle funzioni con l'attribuzione di nuove competenze, miglioramento dei servizi offerti agli utenti.

Sono gli aspetti principali del progetto di legge regionale presentato questa mattina a Pescara dal gruppo del Pd in Consiglio regionale. Lo comunica, in una nota, il Consiglio regionale dell'Abruzzo.

''I Consorzi di bonifica - ha spiegato D'Alessandro - sono stati istituiti con un regio decreto del 1933 e all'epoca avevano una funzione ben precisa, quella appunto di bonificare i territori per aumentare le terre coltivabili.

Nel tempo, ovviamente, le loro competenze sono profondamente mutate e gia' nel 1996 l'allora Governo regionale di centrosinistra varo' una prima riforma, riducendo il numero di questi enti da 15 a 5''.

Con la proposta del Pd si andrebbero a cancellare gli attuali 5 consigli di amministrazione.

''Sui territori - ha continuato D'Alessandro - verranno invece mantenute le attuali strutture tecniche e amministrative, che saranno affidate a un dirigente. Una soluzione che consentira' un notevole risparmio sui costi di funzionamento, garantendo gli stessi servizi ai consorziati''.

Tra le nuove funzioni che il progetto di legge affida al Consorzio unico, spiccano la gestione di interventi nel settore delle energie rinnovabili e la possibilita' di concedere l'utilizzo delle acque dei canali anche per uso industriale.

''L'auspicio - ha proseguito il capogruppo del Pd - e' che il Consiglio regionale faccia propria questa proposta, anche perche' sarebbe difficile far comprendere agli abruzzesi il perche' si sta procedendo verso la creazione di un unico Ente d'ambito per il ciclo idrico integrato, mentre i Consorzi di bonifica dovrebbero rimanere 5''.

L'ultimo aspetto riguarda la gestione del nuovo ente, che dovra' rispondere a quanto previsto dalle norme in materia di enti pubblici, vale a dire assunzioni per concorso e lavori affidati con gara. ''Cosa - conclude D'Alessandro - che oggi non avviene''.

 

 

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