La chiusura parziale dell’Ospedale di Chieti
di Gino Di Tizio
Brutta tegola quella caduta sulla testa dell’Ospedale di Chieti e, di conseguenza, anche sulla Regione Abruzzo impegnata a fare salti mortali per far quadrare i conti della sanità: due ali della struttura ospedaliera non sono in regola con le norme antisismiche, come ha messo per iscritto il perito incaricato dalla Procura di Chieti di verificare la situazione.
Nella relazione presentata si legge di materiali con “scadente resistenza” che potrebbero creare problemi agli edifici.
Scontate e prevedibili le reazioni del mondo politico: croce addosso ad una politica sanitaria pochissimo attenta alla gestione del pubblico denaro, fatta di approssimazioni e sprechi.
D’altra parte siamo di fronte ad un complesso ospedaliero per realizzare il quale sono stati necessari decenni, con la conseguenza che è arrivato ad essere inaugurato quando già appariva superato.
L’assessore Mauro Febbo ha ricordato di non aver partecipato, nel 1999, alla inaugurazione, da presidente della Provincia, cerimonia disertata a che dall’allora sindaco di Chieti Nicola Cucullo.
“ Come poteva un progetto vecchio di 20 anni essere ancora utilizzabile?”, torna a chiedere Febbo, giustamente preoccupato dei soldi che ora la Regione sarà chiamata a spendere per mettere riparo alla situazione critica che si è creata a Chieti.
Febbo ha anche ricordato le “numerose ditte che si sono succedute nei lavori” con conseguenze non positive per la qualità delle strutture realizzate.
Pesante poi la valutazione, diciamo così, “politica” dell’assessore Febbo: “Si tratta di un altro flop di quella politica e di quella filosofia di amministrare anche la Sanità che ha prodotto risultati estremamente deludenti a fronte di un ingente utilizzo di soldi pubblici”.
Una politica ed una filosofia che hanno portato a costellare il territorio abruzzese di ospedali, ben 35 tra pubblici e privati, e all’interno di essi alla proliferazione dei reparti, istituiti non per dare migliori servizi alla popolazione, ma per sistemare amici e clienti.
Ora bisognerà rimediare, ma prima di farlo, ha pienamente ragione il senatore Alfonso Mascitelli che l’ha subito dichiarato, occorre fare chiarezza assoluta su una situazione “sconcertante”, come quella che ha messo in risalto il perito del tribunale.
Come sono stati fatti i controlli dei cantieri del nuovo ospedale, e come si è proceduto con i collaudi?
Il senatore Mascitelli fa parte della commissione chiamata ad indagare sulla sanità: ha promesso massima attenzione per la situazione che si è creata a Chieti.
Non sarebbe male una accurata visita della commissione d’inchiesta.
Staremo a vedere.
A questo punto il rischio è che questo esborso di soldi necessari per mettere in regola da un punto di vista statico le due ali del complesso ospedaliero comporterà accantonare altri interventi pure necessari per la sanità.
Quando sembrava che si fosse vicini ad uscire dal tunnel, tutto si complica.
Speriamo solo che serva a invitare tutti gli attori presenti sulla scena politica a considerare la questione sanità una emergenza assoluta da affrontare e risolvere, nell’interesse di tutti, partiti di maggioranza ed opposizione, e soprattutto dei cittadini.



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