Le province e l’Abruzzo

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Le province e l’Abruzzo

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Editoriale
Domenica 29 Luglio 2012 00:11
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Ragionare seriamente su come ridisegnarle

di Gino Di Tizio

Il senatore Giovanni Legnini, componente della Commissione Bilancio del Senato,  via web, ha dato notizia che è stata “discussa ed approvata la nuova disciplina sul riordino delle  province” e che “l'Abruzzo ne avrà 3”.

Questa la novità che è venuta fuori dalla riunione della commissione. Legnini ha poi aggiunto che, riguardo a questa decisione di tagliare una sola provincia in Abruzzo, ora “ ci sarà da ragionare seriamente e discutere su come ridisegnarle”.

Confesso che finora non sono minimamente riuscito ad appassionarmi alle discussioni che l’argomento ha suscitato e che ho trovato squalificanti e preoccupanti gli atteggiamenti di rappresentanti delle istituzioni che hanno ridotto il problema a quale città dovrà essere il capoluogo, con la sola logica gridata, spinta dal campanilismo sempre imperante da queste parti,  del “mai Pescara sotto Chieti”, o viceversa, come se il problema vero fosse quello di quale città debba prevalere nella nomenclatura, non come verranno sistemati i servizi  e come verrà rivista la struttura organizzativa dei territori interessati.

In questo quadro, francamente desolante, mi sembra una buona svolta quella offerta dalle parole del senatore Legnini che si è reso pienamente conto che su come ridisegnare la province abruzzesi ci sarà da “ragionare seriamente”, facendo ammenda di tutte le cose assai poco serie sentite negli ultimi tempi…

Spero che quel richiamo alla serietà significhi un invito a mettere da parte i campanilismi, i tentativi di strumentalizzare le situazioni per guadagnare visibilità e consensi, pescando però nella parte peggiore della società abruzzese, da parte di esponenti politiche che così si dimostrano palesemente inadeguati ai ruoli che occupano e che risulti anche un chiaro invito a fonti di informazione che speculano sulle rivalità tra le città, pessimo retaggio del passato, per vendere qualche copia in più e per alzare l’ascolto.

Ci si concentri invece su come rendere al massimo funzionali i servizi affidati a ciò che resterà delle province, ridisegnando il territorio con il solo criterio di andare incontro alle necessità dei cittadini.

Il presidente della Regione Gianni Chiodi ha già convocato una riunione allargata per discutere l’argomento, per il prossimo 6 agosto.

Ci saranno i presidenti delle quattro province, i sindaci dei quattro capoluoghi, i parlamentari e il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano.

Potrebbe essere l’occasione giusta per iniziare quel “serio ragionamento” che deve portarci a cambiare la geografia della regione.

Se davvero la stella cometa saranno i servizi da fornire agli abruzzesi, potranno essere riviste le situazioni di cittadine come Francavilla che confinano con Pescara e che fanno parte della provincia di Chieti, o quella di Cepagatti che è praticamente attaccata a Chieti Scalo ma che appartiene a Pescara.

Sono tante le situazioni che potrebbero essere riviste migliorando le cose per chi vi vive.

Ma ci vorrebbe, per arrivare a risultati per tutti soddisfacenti, capaci di cambiare in meglio l’Abruzzo, davvero una classe politica in grado  di ragionare seriamente sulle cose.

Ed è qui che finora troppe volte l’Abruzzo è clamorosamente mancato…

Speriamo tutti che questa diventi una occasione per cambiare e fare ammenda dei tanti errori commessi in passato.

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Luglio 2012 00:12
 

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