Ma cosa si aspetta ad eliminarlo?
di Gino Di Tizio
Carlo Costantini, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Regione Abruzzo, sostiene che “la dispersione dell'acqua non è solo un problema di perdita delle reti” e mette sotto accusa la gestione dell’Aca, invitando anche i sindaci che vi fanno parte a non “continuare a voltarsi dall'altra parte, a far finta di non vedere” e di non continuare “ a tacere”.
Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio è stato ancora più duro e diretto: “L’Aca è un carrozzone politico il cui consiglio di amministrazione si regge in piedi per inerzia. -sono le sue parole-
Un carrozzone dove vi è una spartizione indegna di poltrone, occupate da amministratori a cui non interessa nulla né dei bisogni dei cittadini, né del territorio”.
A queste prese di posizioni vanno aggiunte le tante occasioni in cui in pubbliche assemblee sono state lanciate accuse alla gestione Aca, con l’evocazione di un partito trasversale dell’acqua creato per garantire profitti a chi vi face parte, ed anche le inchieste aperte dalla magistratura.
Ci vuole altro perché si intervenga finalmente per rimettere le cose a posto?
Se davvero siamo di fronte ad un “carrozzone”, usato a piene mani dalla politica per lottizzare in favore degli appartenenti alle varie congreghe, un carrozzone poi che in tutti i casi non rappresenta, comunque si vogliano esaminare e giudicare le cose, un modello di sana e corretta gestione, cosa si aspetta ad eliminarlo?
Le accuse lanciate da Costantini e Di Primio alla gestione del Consorzio acquedottistico pescarese non sono le prime che abbiamo ascoltato.
Altre forze politiche, come Rifondazione, più volte per voce di Maurizio Acerbo, da tempo hanno parlato di scandalose situazioni che sono legate alla gestione dell’acqua, ritenuto il bene più prezioso a disposizione della umanità.
Quello che sconcerta è che fino ad oggi tutto sia scivolato come se non avesse peso e significato tutto quello che è stato detto, anche, ripetiamo, in sedi istituzionali, come sono i consigli regionali, provinciali e comunali che spesso si sono occupati della gestione della risorsa idrica, degli sprechi, delle consulenze, delle assunzioni clientelari.
I partiti hanno continuato a piazzare i propri uomini sulle poltrone disponibili, mentre le condotte idriche risultavano sempre più colabrodo e i soldi venivano, come ha dimostrato cifre alla mano Carlo Costantini, sprecati per tutt’altri interventi.
L’esponente dell’Idv ha anche citato le inchieste della Procura di Pescara che “avrebbero portato -ha detto- alla luce un sistema di regalie, sconti più o meno leciti e deroghe varie agli obblighi di bollettazione da parte dell'A.C.A” per concludere con questo invito ai partiti:
“E’ giunto il momento, a destra ed a sinistra- di collaborare con chi, come l'Italia dei Valori, intende voltare pagina”.
D’accordo come siamo della necessità assoluta di voltare davvero pagina, attendiamo a questo punto di verificare se anche in questa occasione tutte le polemiche scivoleranno via senza alcuna conseguenza, con la politica che si dimostrerà ancora una volta incapace di eliminare le situazioni infette che vengono alla luce.
Semmai, come spessissimo è capitato, dovrà pensarci la magistratura.
Ma sarebbe un’altra figuraccia che la politica farebbe bene ad evitare…



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