“L’ora della svolta”
di Gino Di Tizio
E’ tempo di congressi nel Pdl, per la prima volta chiamato a questo importante appuntamento.
Oggi tocca alla provincia di Chieti. Per il partito è davvero “l’ora della svolta”, come ha detto Pasquale Di Nardo, che si presenta al vertice di una delle due liste che si fronteggeranno al congresso.
E davvero può esserci la svolta se dal congresso verrà fuori una linea che metta al centro le richieste della base, per dare corpo e sostanza alla volontà dei cittadini elettori nel momento in cui si scelgono i sentieri da percorrere e le persone da candidare per essere rappresentati nelle istituzioni.
Sempre Di Nardo, che al congresso presenta la mozione significativamente nominata “Democrazia Liberare”, ha rilevato che oggi “viviamo un momento particolarissimo: quello dell’antipolitica, della caccia alle streghe, del populismo più becero, dei tagli ai costi della politica, dell’egemonia edulcorata che vuol dire assumere posizioni a seconda delle convenienza del momento, non escludendo il passaggio da un partito all’altro”.
Certamente il momento è particolare, e i passaggi di campo sono un fenomeno negativo determinato proprio dalla crisi dei partiti, nessuno dei quali è più in grado di alzare bandiere ideologiche capaci di dare precise identità, ma perché si è arrivati a tanto?
Da dove nascono antipolitica, populismo, caccia alle streghe e tutto il resto di cui parla Di Nardo?
E’ colpa dei cittadini o non sono forse i comportamenti dei signori dei partiti a far accendere ed alimentare il fuoco dell’antipolitica?
Anche di questo si dovrebbe discutere oggi nel congresso, proprio per superare le difficoltà del momento.
Il senatore Fabrizio Di Stefano, che nel congresso di oggi fa da referente alla lista “In Abruzzo da protagonisti”, a proposito dell’antipolitica sostiene che “si batte se non ci si arrocca in difesa di situazioni che non possono essere intoccabili, nel tempo di crisi che stiamo vivendo.
Tornare dunque tra le gente “quella che peraltro -osserva sempre Di Stefano- ti ha votato assegnandoti il non facile di rappresentane le istanze”.
Siamo convinti anche noi che questa sia davvero la strada giusta, per chi fa politica sotto qualsiasi bandiera , perché ciò che vale per il Pdl, vale anche per il Pd e per qualsiasi altra formazione politica, se l’obiettivo è quello di recuperare credibilità e fiducia da parte dei cittadini.
Sempre Di Stefano dice infatti: “Sono da sempre convinto che la politica debba essere innanzitutto servizio, e sono certo che se si recupera questo fondamentale concetto non sarà poi difficile recuperare anche il rapporto con i cittadini”.
Le due liste che si fronteggiano alla vigilia hanno dunque focalizzato lo stesso tema: la svolta nel partito deve avvenire attraverso la partecipazione della gente, reale, diretta, non più filtrata da potentati affaristici e da interessi di piccole botteghe. Vedremo se davvero ci sarà la svolta.



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